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Senofane
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Senòfane (in greco antico Ξενοφάνης?, Xenophánēs; Colofone, 570 a.C.475 a.C.) è stato un filosofo e poeta greco antico presocratico.cite-ref-treccani-1-0[1]

Contents

Opere
Note

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Biografia

Le poche notizie sulla sua vita sono fornite da mwcgDiogene Laerzio: «Senofane di mwcwColofone, figlio di Dexio o di Ortomeno… lasciata la patria, dimorò a mwdaZancle (l'odierna mwdqMessina) di mwdgSicilia e poi prese parte alla colonia diretta a mwdwElea e qui insegnò; abitò anche a mweaCatania. Secondo alcuni non fu discepolo di nessuno, secondo altri, dell'ateniese Betone o di mwegArchelao. mwewSozione il Peripatetico dice che fu contemporaneo di mwfaAnassimandro. Scrisse versi epici, mwfqelegie e mwfggiambi, censurando quanto mwfwOmero ed mwgaEsiodo hanno detto sugli dei. Cantava egli stesso le sue composizioni. Si dice che abbia polemizzato contro mwgqTalete, mwggPitagora ed mwgwEpimenide di Creta. Visse fino a tardissima età… cantò anche mwhaLa fondazione di Colofone e mwhqLa deduzione di colonia a Elea in duemila versi. Fiorì nella 60ª olimpiade (540 – 537). mwhgDemetrio Falereo in mwhwSulla vecchiaia e lo stoico mwiaPanezio in mwiqSulla tranquillità dell’animo dicono che abbia sepolto i figli con le sue mani, come mwigAnassagora. Pare che sia stato comprato “e riscattato dai pitagorici Parmenisco e Orestade…".cite-ref-frammenti-vari-2-0[2]cite-ref-3[3]

Secondo mwlgEraclito di Efeso, Senofane avrebbe conosciuto personalmente Pitagora nelle colonie della Magna Grecia.cite-ref-4[4]

Opere

Secondo Diogene Laerzio, Senofane scrisse in esametri e compose anche elegie e giambi contro Omero ed Esiodo. Probabilmente si tratta dell'opera intitolata mwnqSilloi dagli scrittori tardi, e questo nome potrebbe risalire allo stesso Senofane. Di quest'opera abbiamo all'incirca trenta brevi frammenti citati da commentatori filosofici.

Diogene cita anche due poemi storici riguardanti la fondazione di Colofone ed Elea, ma di questi si sono conservati solo i titoli.

Pensiero

Teologia

Senofane critica l'mwogantropomorfismo religioso, quale si trova nei poemi di Omero e di Esiodo e quale, del resto, era comune patrimonio delle credenze religiose del suo tempo: «mwowOmero ed mwpaEsiodo hanno attribuito agli dei tutto quello che per gli uomini è oggetto di vergogna e di biasimo: rubare, fare adulterio e ingannarsi… i mortali credono che gli dei siano nati e che abbiano abito, linguaggio e aspetto come loro… gli mwpqEtiopi credono che (gli dei) siano camusi e neri, i mwpgTraci, che abbiano occhi azzurri e capelli rossi …ma se buoi, cavalli e leoni avessero le mani e sapessero disegnare… i cavalli disegnerebbero gli dei simili a cavalli e i buoi gli dei simili a buoi…».

In realtà, «uno, dio, tra gli dei e tra gli uomini il più grande, non simile agli uomini né per aspetto né per intelligenza… tutto intero vede, tutto intero pensa, tutto intero sente… senza fatica tutto scuote con la forza del pensiero… sempre nell'identico luogo permane senza muoversi, né gli si addice recarsi qui o là».cite-ref-5[5]

Secondo Laerzio, il dio di Senofane ha forma sferica, è mwrqonnisciente, non respira, è eterno, è tutto mente e sapienza. Il cosmo molteplice è subordinato all'intelletto ed è popolato da quattro elementi fondamentali e da infiniti mondi immutabili. Inoltre, Senofane fu il primo a dire che tutto ciò che nasce è anche destinato a perire, nonché il primo a identificare l'anima con il soffio vitale.cite-ref-frammenti-vari-2-1[2]
Il passo è citato anche da san mwswClemente di Alessandriacite-ref-6[6] che tuttavia non riferisce la concezione di una totalità sferica. Dio è uno, unicocite-ref-7[7] e incorporeo e viene contrapposto ai mortali, insieme più ampio dei soli umani.

Da tutto questo si ricava la concezione di un dio-universo e nient'altro si può dire della sua concezione della divinità e dell'essere, diversamente da tarde interpretazioni che vogliono fare di Senofane un precursore della mwvqscuola eleatica e il maestro di mwvgParmenide. Egli è legato alla scuola ionica di mwvwMileto, quella di mwwaTalete, mwwqAnassimandro e mwwgAnassimene, a cui egli aggiunge uno spirito, che si potrebbe definire laico, di critica alle concezioni religiose correnti. Non a caso sostiene che «il certo, nessuno lo ha mai colto né ci sarà nessuno che possa coglierlo, sia per quanto riguarda gli dei che per ogni cosa. Infatti, se pure ci si trovasse a dire qualcosa di vero, non lo si saprebbe per esperienza diretta; noi possiamo avere solo opinioni», aggiungendo che «non è che da principio gli dei abbiano rivelato tutto ai mortali, ma col tempo, cercando, gli uomini trovano il meglio».

In queste ultime affermazioni si rileva uno spirito di concretezza razionalistica sui limiti della conoscenza umana, ma anche la consapevolezza che non da meri interventi soprannaturali l'uomo può acquisire conoscenza o costruire la propria cultura. Tuttavia, nel pensiero greco le idee o i valori esistono prima e a prescindere dall'uomo che li scopre, senza produrle personalmente. Ciò implica comunque un rapporto col divino in termini di reminiscenza, di una visione mediata dalla divinità oppure direttamente trasmessa da entità divine.cite-ref-8[8]

Oltre a schierarsi contro i valori propri del mito e della epopea omerica, affermò contrariamente ai valori in voga tra i contemporanei, la netta superiorità dei valori spirituali quali la virtù, l'intelligenza e la sapienza, sui valori puramente vitali, come la forza e il vigore fisico degli atleti. Da quelli la città ha ordinamenti migliori e felicità maggiore che non da questi. «Perché vale di più la nostra saggezza che non la forza fisica degli uomini e dei cavalli […] Difatti, che ci sia tra il popolo un abile pugilatore o un valente nel pentatlo o nella lotta […], non per questo ne è avvantaggiato il buon ordine della città».

La natura

Sulla sua concezione della natura restano pochi frammenti: mwywAchille Tazio, nellmwza'mwzqIntroduzione ad Arato, riporta che «questo limite della terra lo vediamo ai nostri piedi che viene a contatto con l’aria, l’estremo inferiore si stende invece indefinitamente»; da mwzgAezio deriva che «il mare è fonte dell'acqua e del vento: infatti il vento né dalle nubi né dall’interno spira, senza il grande mare, né le correnti dei fiumi, né nell’atmosfera l’acqua piovana. Il grande mare genera nubi, venti e fiumi»; mwzwIppolito, nella mwaaRefutatio contra omnes haereses, riassume che, per Senofane, «nella terra ferma e nei monti si trovano conchiglie, a mwaqSiracusa, nelle latomie, si sono trovate impronte di pesci e di foche, a mwagParo l'impronta di una sarda nella pietra viva e a mwawMalta impronte di ogni sorta di pesci. Questo è avvenuto quando anticamente tutto fu ridotto a fango e l’impronta del fango si è disseccata. La specie umana scompare quando la terra, sprofondatasi nel mare, diventa fango e poi di nuovo la terra ricomincia a formarsi e a tale trasformazione sono soggetti tutti i mondi». E, citato da mwbaAezio, mwbqTeodoreto e mwbgSesto Empirico, «tutti siamo nati dalla terra e dall'acqua».

Moderni commentatori hanno tacciato queste ultime considerazioni di "grossolano materialismo" che non si collegherebbero con un suo presunto "principio fondamentale dell'unità e dell'immobilità dell'universo", avendo essi considerato attendibile, relativamente a Senofane, lo mwcaPseudo-Aristotele del mwcqDe Melisso Xenophane Gorgia e pertanto inserendo erroneamente Senofane nella scuola eleatica. In realtà, anche da queste poche citazioni, Senofane si conferma filosofo ionico, interessato all'osservazione diretta della natura, lontano da problematiche ontologiche e dall'ipotizzare un mondo trascendente l'esperienza e quindi non vicino alla dottrina eleatica erratamente attribuitagli.
Secondo Aristotele, Senofane affermò che Dio è ingenerato e incorruttibile, essendo impossibile il transito dal nulla all'essere e dall'essere al nulla. Per le stesse ragioni dell'essere parmenideo, Egli è indivisibile, identicamente e uniformemente uno, eterno, immobile e unico, essere perfetto e supremo. Senofane sarebbe in questo senso il protofondatore della mwcwscuola eleatica.cite-ref-9[9]

Bibliografia

Testi

• mwfqGli Eleati, Introduzione, trad. e commento di Pilo Albertelli, Bari, Laterza, 1939. - Introduzione di Maurizio Gracceva, Collana Filosofie, Milano-Udine, Mimesis, 2014, ISBN 978-88-575-2218-0.
• mwgaSenofane, Testimonianze e frammenti, collana Biblioteca di Studi Superiori. Filosofia antica n.33, trad. e cura di Mario Untersteiner, Firenze, La Nuova Italia, 1956. - Presentazione di mwgqGiovanni Reale, Collana Testi a fronte, Milano, Bompiani, 2008.
• mwgwI Presocratici. Frammenti e testimonianze. I. La filosofia ionica .- Pitagora e l'antico pitagorismo - Senofane - Eraclito - La filosofia eleatica, collana Classici della Filosofia, Introduzione, trad. e note di Angelo Pasquinelli, Torino, Einaudi, 1958, 1966.
• mwhqI Presocratici. Prima traduzione integrale con testi originali a fronte delle testimonianze e dei frammenti nella raccolta di mwhgHermann Diels e mwhwWalther Kranz, a cura di G. Reale, Collana mwiaIl pensiero occidentale, Milano, Bompiani, 2006.
• mwigLe parole dei Sapienti. Senofane, Parmenide, Zenone, Melisso, trad. e cura di mwiwAngelo Tonelli, testo greco a fronte, Collana UEF. I Classici n.2218, Milano, Feltrinelli, 2010, ISBN 978-88-078-2218-6.‎
• mwjgEduard Zeller-mwjwRodolfo Mondolfo-Giovanni Reale, mwkaEleati. Parmenide, Zenone, Melisso. Testimonianze e Frammenti, trad. di M. Untersteiner, a cura di G. Reale, testo greco a fronte, Collezione Il pensiero occidentale, Milano, Bompiani, 2011.

Studi

• mwlqSenofane ed Elea tra Ionia e Magna Grecia, A cura di Maurizio Bugno, Napoli, Luciano Editore, 2005.
• Renzo Vitali, mwlwSenofane di Colofone e la scuola eleatica, Cesena, Società Editrice "Il Ponte Vecchio", 2000.
• citerefei-senofane-di-colofoneGuido Calogero, SENOFANE di Colofone, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1936. URL consultato l'8 novembre 2021.

• citereftreccani-senofane-di-colofone-dizionario-di-filosofiaSenofane di Colofone, in Dizionario di filosofia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009. URL consultato l'8 novembre 2021.

Note

cite-note-treccani-11. citereftreccani-1mwoqmwogSenofane, in mwowTreccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-frammenti-vari-22. mwramwrqmwrgSenofane-vita e dottrina, su mwrwancientsource.daphnet.org. mwsaURL consultato l'8 dicembre 2020 mwsq(archiviato dall'mwsgurl originale l'8 dicembre 2020).
cite-note-33. La frase "e riscattato" fu integrata nel Diels-Kranz. Si veda anche mwtgmwtwmwuaDie Fragmente der Vorsokratiker, su mwuqInternet Archive, 1912, p.mwug 43 mwuw(mwvaarchiviato l'8 dicembre 2020). Analisi di mwvgG. Giannantoni, mwvwmwwaI presocratici: testimonianze e frammenti, vol.mwwq 1, Laterza, 1983, p.mwwg 182.
cite-note-44. Frammenti pubblicati da mwxwG.S. Kirk, mwyaHeraclitus, the Cosmic Fragments, Cambridge, 1954; si veda anche John Burnet, mwyqEarly Greek Philosophy, New York, 1830, p. 130-168. Citati in mwygChristiane L Joost-Gaugier, mwywmwzaPitagora e il suo influsso sul pensiero e sull'arte, a cura di Pasquale Faccia, Vita dei simboli, Roma, Arkeios, 2008, p.mwzq 69, mwzgOCLCmwzw mw0a275911982.
cite-note-55. mw1qDiels-Kranz, mw1gPresocratici, a cura di Gabriele Giannantoni, I, Bari, Laterza, 2009, p.mw1w 171 e sgg..
cite-note-66. mw3amw3qStromateis, v 109 [II 399.16]. Citazione: «Senofane di Colofone, insegnando che Dio è uno e incorporeo, si esprime così [cfr. A. 30]: Un dio, tra gli dèi e tra gli uomini il più grande, né per aspetto simile ai mortali né per intelligenza».
cite-note-77. mw4qGiuseppe Barzaghi, mw4gmw4wCompendio di storia della filosofiamw5a, ESD, 2006, p. 20
cite-note-88. mw6amw6qGabriele Giannantoni, mw6gI Presocratici. Testimonianze e frammenti, Laterza, 1969. mw7a«occorre però notare che il concetto di progresso come si manifesta nel mondo classico implica la progressiva acquisizione di valori trascendenti pensati come idealmente preesistenti e quindi ha sempre il carattere di meccanica giustapposizione del nuovo sul vecchio; per cui consiste nel sempre o in un (ri)trovare o in un apprendere da altri»
cite-note-99. mw8aCostantino Esposito e Pasquale Porro, mw8qFilosofia antica e medievale, Filosofia, vol.mw8g 1, Laterza, maggio 2020, pp.mw8w 20-21, mw9aISBNmw9q 978-88-421-0912-9.

Voci correlate

• A Senofane è stato intitolato il mw-wcratere Senofane, sulla mw-asuperficie della Luna.

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itSenòfane di Colofone, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-filosofiaSenofane di Colofone, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefsapere-itSenòfane di Colofóne, su sapere.it, De Agostini.
• citerefstoria-della-civilt-europeaSenofane, in Storia della civiltà europea a cura di Umberto Eco, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2014.
• citerefbritannica-com(EN) Xenophanes, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefinternet-encyclopedia-of-philosophy(EN) Michael Patzia, Xenophanes, su Internet Encyclopedia of Philosophy.
• citerefopen-library(EN) Opere di Senofane, su Open Library, Internet Archive.
• citereflibrivox(EN) Audiolibri di Senofane, su LibriVox.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Senofane, su Open Library, Internet Archive.
• (EN) Xenophanes, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• citerefsep-xenophanes(EN) James Lesher, Xenophanes, in Edward N. Zalta (a cura di), Stanford Encyclopedia of Philosophy, Center for the Study of Language and Information (CSLI), Università di Stanford.